Avanzi sociali

Società di merda! Ve lo dimostreremo!!!

Cena con Gloria

proverò a preparare il cus cus!! A lei piace molto, a me affatto, però pur di starle accanto mangerei anche la merda.

Con quale vino si abbinerà il cus cus? Vino? Birra? Acqua? Chi lo sa mi aiutiiii io queste schifezze qui mica l'ho mai mangiate.

Siete degli amici

Rompicoglioni!

ok?

Barzelletta

Un giorno Dio chiama Gesù e gli dice: "Gesù, devi tornare sulla terra: questi uomini sono da redimere nuovamente".

E Gesù : "No padre ti prego, ancora 33 anni tra quei pazzi no, non voglio!!".

Ma Dio convince il figlio e Gesù, essendo infinitamente buono, ritorna sulla terra.

Dopo 34 anni S. Pietro, preoccupato perché Gesù non è ancora tornato in Paradiso, si reca da Dio per avere notizie e questi: "Ma Pietro, non ti preoccupare, sa badare a se stesso, avrà avuto un contrattempo !".

Dopo 50 anni S. Pietro, sempre più preoccupato ritorna da Dio: "Dio, ma come è possibile, Gesù avrebbe dovuto essere tra di noi già da 17 anni !! E invece..." e Dio: "Pietro, non so cosa dirti, aspettiamo ancora un po'".

Dopo 90 anni un tizio vestito di jeans stracciati con la barba lunga suona alla porta del Paradiso.

San Pietro gli apre: "Chi sei, straniero ?".

"Come, Pietro, non mi riconosci?".

E Pietro: "Gesù ! Sei tornato ! Eravamo tanto in pensiero per te. Ma non avresti dovuto essere di ritorno 57 anni fa ? Cosa è successo ?".

Gesù: "Pietro, non parlarmene: quegli stronzi invece di darmi la pena di morte mi hanno condannato all'

ERGASTOLO!!"

Stai diventando vecchio quando:

1. Le 7.00 del mattino è l'ora in cui ti alzi e non quella in cui vai a letto

2. I tuoi amici si "sposano e divorziano", anziché "mettersi insieme e mollarsi.

3. Hai già incontrato qualcuno che ti dà del lei senza prenderti per il culo

4. Esci con l'ombrello e non lo lasci in giro

5. Il 99% del tempo che passi al computer è per lavoro.

6. Hai 130 giorni di ferie arretrate, anziché 2.

7. Jeans e maglietta non significa più "essere vestiti".

8. "Cena e film" sono 'intera serata anziche' solo l'inizio.

9. Non sai più l'orario di chiusura del tuo locale preferito, ammesso che tu ne abbia ancora uno.

10.Mangi al fast-food solo a ora di pranzo e perchè devi fare fast.

11. Fare sesso al di fuori di un letto matrimoniale ti sembrerebbe di praticare del "sesso bizzarro".

12. Farmacia: aspirine e antiacidi, anzichè preservativi.

13. Hai più cibo che birra in frigo.

14. I parenti piu vecchi non hanno più problemi a raccontare barzellette sporche quando ci sei tu.

15. Senti la tua canzone preferita al supermercato.

16. Ti preoccupi di quello che farai tra due mesi.

17. Le tue piantine restano vive.

18. Sei tu che chiami i Carabinieri perche' i ragazzi dell'appartamento di fianco non abbassano quel cazzo di stereo.

19. Ti sei comperato uno scooterone col parabrezza e il Tucano per andare a lavorare e ti incazzi quando i ragazzini ti sorpassano in curva piegati come Valentino coi loro scooterini pompati all'inverosimile.

20. Stai continuando a leggere e rileggere questa lista cercando qualcosa che non c'entri con te, ma col cazzo che lo trovi !!!!

"la morte non è mai dignitosa"

Ma la sentenza dimostra che non serve alcuna legge

 

• da Il Giornale del 25 luglio 2007, pag. 1

di Eugenia Roccella

Il proscioglimento del dott. Mario Riccio, il medico che ha staccato la spina a Piergiorgio Welby, dimostra in modo evidente che non c'è bisogno di nessuna legge sul diritto a morire, e che la battaglia radicale o era perfettamente superflua, o tragicamente ambigua. La Costituzione italiana prevede, come è noto, il diritto ad abbandonare le terapie, ed è quello che fa, ogni anno, un piccolo numero di malati gravi. Lo fanno senza scandalo e senza clamore, garantiti da una norma costituzionale che mai nessuno ha messo in discussione. Nel caso di Welby, staccare il respiratore che lo teneva artificialmente in vita implicava anche l'immediata somministrazione di forti dosi di sedativi, per evitare al paziente le terribili sofferenze di una morte per soffocamento. Perché allora indagare su Mario Riccio, se tutto era legale? Perché la campagna radicale era esplicitamente concentrata sull'eutanasia, sulla richiesta di una legge, e sulla rivendicazione della morte come diritto individuale. L'eutanasia, cioè il diritto al suicidio assistito nel caso si ritenga la propria vita non più degna di essere vissuta, non è l'abbandono delle cure. Il cuore del diritto a morire è il concetto di qualità della vita, e non il problema umanissimo di evitare la sofferenza. Welby, per esempio, ha rifiutato di essere accompagnato alla morte dal proprio medico, che gli aveva proposto una sedazione meno brutale, garantendogli comunque l'incoscienza e l'assenza di dolore. Invece si è preferito chiamare il dott. Riccio, che non conosceva il paziente, ma è venuto da lontano con la sua valigetta attrezzata, per compiere un gesto che avesse più impatto mediatico, che somigliasse il più possibile a una scelta eutanasica. L'ambiguità insomma era prevista e voluta: la disobbedienza civile non c'è stata, ma si doveva pensare che ci fosse. Il compito del magistrato era accertare se la morte di Welby fosse dovuta alla sedazione, somministrata quindi con l'intenzione di uccidere, oppure all'abbandono della terapia, cioè al distacco dalla macchina che consentiva al malato di respirare. Ora che si sa che il dott. Riccio (come lui stesso ha sempre sostenuto), ha agito entro i confini della legge, tutta la polvere sollevata sul caso comincia a diradarsi, e si può vedere con chiarezza che una nuova normativa non è necessaria. In questo campo, procedere per casi personali non aiuta. Basta pensare a Giovanni Nuvoli, protagonista di una vicenda densa di ombre e di contraddizioni. Se Piergiorgio Welby era un militante, e aveva consapevolmente deciso di dare significato alla propria morte trasformandola in un evento politico, Nuvoli era solo un uomo disperato, che più volte aveva cambiato parere, e la cui volontà di morire oscillava a seconda del contesto e della situazione. Oggi si dice che è stato costretto a una fine crudele, per denutrizione: ma è la stessa morte che nel caso di Terri Schiavo è stata considerata un atto pietoso, una scelta di eutanasia che avrebbe liberato la malata dalla sofferenza e ne avrebbe attuato le volontà. Il concetto di qualità della vita è, infatti, intrinsecamente ambiguo: dovrebbe essere un criterio soggettivo, un giudizio che solo il malato può dare, ma diventa subito un criterio oggettivo, stabilito da medici, esperti, giudici, parenti più o meno amorevoli. Il diritto a governare la propria morte, punto estremo dell'autodeterminazione individuale, si rovescia regolarmente nel suo contrario, nella consegna del proprio corpo e dell'ultimo soffio di vita nelle mani di altri. È così in Olanda e in Belgio, e ovunque sia in vigore una legge sull'eutanasia. Quando si tratta di vita e di morte è necessario giudicare caso per caso, ed essere cauti fino all'estremo: perché l'errore in questo campo non è rimediabile, e si chiama omicidio. La scelta personale di abbandonare le cure non può essere trasformata in una lotta per il diritto a morire, non può essere ogni volta lanciata sulla scena politica come un sasso dal cavalcavia. Se fossimo meno tesi a tirare conclusioni da ogni singola storia, meno disposti a farne una vicenda esemplare da spendere immediatamente, il dibattito pubblico forse ne guadagnerebbe.

Una così me la mangerei a morsi...

Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
E
i nostri amori
Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore

Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango

Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo
Mentre sotto
Il ponte delle nostre braccia passa
L'onda stanca degli eterni sguardi

Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
L'amore se ne va come
L'amore se ne va
Com'è lenta la vita
E come la Speranza è violenta
quest'acqua corrente

Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
Passano i giorni e passano le settimane
Né il tempo passato
Né gli amori ritornano
Sotto il ponte Mirabeau scorre
la Senna
Venga
la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango

Guillame Apollinaire

Una così la SVENTREREI!!

mmmmm

Le ricette di Pino

Ciao mi chiamo Pino, sono omosessuale, ho 36 anni, vivo a …. non ve lo posso dire e mi piace cucinare. Il mio piatto preferito sono gli spaghetti “a cazzi miei” semplicissimi da cucinare.

Mettere a bollire l’acqua. Nel frattempo prendere una padellina e aggiungere:

olio di oliva, uno spicchio d’aglio, un po’ di cipolla, peperoncino,

fare soffriggere, poi aggiungere pomodorini pachino tagliati, un po’ di capperi, olive nere. Togliere subito dal fuoco. Un po’ di origano, un po’ di prezzemolo e in ultimo una spruzzatina di pane grattugiato.

Quando l’acqua bolle aggiungere una manciata di sale e gli spaghetti n. 8 DE CECCO ottimi.

 

 

 

Scolarli al dente e passarli in padella con il condimento.

Si accompagnano bene con un vino PECORINO.

 

È lesbica, il giudice le toglie le figlie

Sentenza choc in Spagna

È lesbica, il giudice le toglie le figlie
Le bimbe affidate al padre perché «l'ambiente sarebbe stato a rischio». Indignata la comunità gay: sentenza anti-costituzionale
 
MADRID (Spagna) - Sentenza choc in Spagna, dove un giudice ha tolto a una madre la custodia delle due figlie perché omosessuale. Questo quanto accaduto nella regione sud-orientale di Murcia, dove il giudice Fernando Ferrin ha deciso di affidare le ragazze al padre, affermando che l'ambiente gay minacciava la loro educazione e la loro crescita.

AMBIENTE A RISCHIO - In particolare il giudice ha espresso preoccupazione per l'ambiente in cui le giovani sarebbero cresciute. Ambiente che, a suo parere, poteva indurle a diventare anch'esse omosessuali. «La madre deve scegliere tra le sue figlie e la sua nuova partner», ha detto Ferrin.

LA PROTESTA - Spiegazione, questa, che non ha convinto la comunità gay spagnola, che ha invece ovviamente protestato duramente affermando che la sentenza è contraria alla costituzione e ha spinto la suprema corte di Murcia ad aprire un procedimento disciplinare contro Ferrin. Le leggi della Spagna sui diritti degli omosessuali sono tra le più liberali in Europa, e due anni fa il governo socialista ha reso la Spagna il terzo Paese al mondo a legalizzare i matrimoni gay.
25 luglio 2007
 
corriere.it